Avorio e Cineserie

Sculture in avorio

# AV-0131

Scultura intagliata a mano in avorio policromo di manifattura Giapponese del XIX secolo, raffigurante Geisha.  Altezza cm 18 circa. Perfette condizioni senza rotture.

EURO 600

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Oggetti in avorio

# AV-0134

Scultura intagliata a mano in avorio policromo di manifattura Giapponese del XIX secolo, raffigurante Geisha.  Altezza cm 18 circa. Perfette condizioni senza rotture.

EURO 650

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Sculture in corallo

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Netsuke

# AV-0128

Netsuke in avorio  fossile (Mammuth) scolpito e dipinto a mano raffigurante scena erotica.  Fabbricazione Cinese recente. Altezza cm 5 circa. Ottime condizioni, integro.

EURO 300

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  Conosciamo i Netsuke...

 Il Termine "Netsuke" si traduce in "radice fissa", essendo probabilmente in origine un semplice pezzo di legno o bambù, non decorato e perforato al fine di farvi scorrere la corda. I netsuke, che erano destinati a fissare i vari sagemono (inrô, tabacchiere, borsellini etc.) lungo l'obi (o fascia che cingeva il kimono ai fianchi) e a tenerli a posto, dovevano essere piccoli e compatti, e senza protuberanze che potessero impigliarsi nelle vesti.

 I materiali più comuni utilizzati nella produzione dei netsuke erano il legno, soprattutto cipresso e bosso, e l'avorio, ma venivano anche impiegati lacche, corno, porcellana e metalli.

Le notizie relative alla loro prima comparsa sono vaghe e discordanti, tuttavia, malgrado l'assenza di reperti del periodo, la loro origine viene fatta risalire con ogni probabilità al XV sec.

Tra i tipi più comuni di netsuke, accanto al manjû dalla caratteristica forma discoidale che ricorda i tradizionali dolci di riso giapponesi (mochi), vi sono i katabori, sculture tridimensionali i cui soggetti comprendono, deità, esseri umani, creature mitiche, vegetali e animali realisticamente concepiti. Seguono i kagamibuta, formati da una parte inferiore a forma di coppa, in genere d'avorio, osso o corno, ed una dischetto metallico convesso applicato nella parte superiore. Il cordoncino passava attraverso un asola fissata all'interno del dischetto e fuoriusciva dalla parte inferiore attraverso un foro.

Talvolta queste sculture comunicano simbolismi, e ancora, allusioni leggendarie o poetiche tratti da racconti di viaggiatori o da dipinti importati e grossolanamente eseguiti , in altri casi si riferiscono a qualcosa di inesplicabile perché il racconto o la poesia sono stati dimenticati. Esempi di queste relazioni con antiche fonti orali o letterarie straniere sono ravvisabili  nelle associazioni di piante e animali: "la tigre e il bambù" o ancora "il leone e la palla". 

Oltre alle rappresentazioni di animali, sia reali che mitici,  sono comuni anche le rappresentazioni di demoni, giochi, scene di fatti storici e religiosi o tratti dalla vita quotidiana: tutto raffigurato con realismo estremo ed un gusto per il grottesco, dandoci la possibilità di intravedere, attraverso le forme degli oggetti stessi, certi usi e costumi popolari.

Il livello qualitativo nelle minuscole sculture raggiunse il suo apice fra il 1800 ed il 1850. I netsuke divennero più piccoli, rotondi e più umoristici, in una larga varietà di materiali, raggiungendo sorprendenti vette di perfezione tecnica. Divennero così ben presto un elemento di distinzione per le persone socialmente affermate, quindi la facoltosa classe mercantile, alla quale, a differenza dei bushi (guerrieri), non era permesso ostentare la propria ricchezza, attraverso i netsuke poteva palesarla in una forma che non apparisse sfrontata o provocatoria.

Con l'occidentalizzazione dell'abito giapponese, verso la fine del XIX sec., il netsuke cadde gradualmente in disuso, tuttavia i numerosi esemplari giunti fino a noi, continuano ad essere lo specchio fedele della vita giapponese, della sua storia e delle sue tradizioni.