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gli argenti |
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Dovendo affrontare questo argomento è doveroso raccontare la storia degli argenti Inglesi, da sempre riconosciuti e ricercati, per la loro manifattura, dai collezionisti di tutto il mondo. |
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L’AVVENTO
DEL TITOLO DELL’ARGENTO (STANDARD) In
tempi di opulenza il gruzzolo di monete d’argento poteva essere trasformato in
un oggetto ornamentale, mentre in tempi di carestia si fondeva l'argenteria per
ricavarne moneta corrente e solo al momento della fusione si palesava la
disonestà dell’argentiere. Era quindi necessario un sistema di «assaggio» per scoprire le percentuali esatte, senza fondere il pezzo. Il procedimento del “touch” (tocco) usato per l’oro consisteva nello sfregate l’oggetto sulla pietra di paragone; le tracce ottenute venivano confrontare con quelle lasciate da un pezzo di oro «vero». Però questo sistema era inadatto per saggiare l’argento in quanto anche leghe dubbie lasciavano il medesimo colore. Era necessario pertanto un test più preciso. Venne
perciò sviluppato un
procedimento che consisteva nel pesare e riscaldare la raschiatura trucioli
o frammenti) d’argento in un recipiente contenente ceneri d’ossa. La
componente rame era assorbita dalle ceneri, lasciando una «pepita» di argento
puro che veniva pesata: la differenza fra le due pesate dava la percentuale di
adulterazione. Nel 1300 fu adottato in Inghilterra l’uso di un marchio da
applicare agli argenti di qualità provata (saggiatura). Solo l’argento
contenente almeno 925 parti di metallo
puro (cioè 92,5%) contro 75 parti di
rame (7.5%), veniva chiamato sterling e marcato con un punzone ufficiale di
garanzia. Inoltre la punzonatura facilità il compito dei funzionari di dogana
preposti alla repressione delle esportazioni di argenti dall’Inghilterra. Il
marchio, noto come King’s mark (marchio reale) raffigurava una
testa di leone ed era chiamato leopart nel francese araldico,
leopardo in uso presso le classi colte: da qui il nome attuale di testa di
leopardo. Si narra che lo standard fu introdotto, dietro precisa richiesta di re
Giovanni, da un gruppo di argentieri tedeschi. I germanici erano in epoca
storica una delle razze del continente europeo detta dai britannici Easterling e
il titolo venne dapprima indicato come easterling standard, da cui deriverebbe
l’attuale sterling, sinonimo di puro. Il
30 marzo 1327, con decreto reale di Edoardo III, venne riconosciuta la
Worshipfull Company of Goldsmiths alla quale fu conferito il diritto di
applicare e far valere le leggi sull’assaggio. Poiché questi «assaggi»
avevano luogo nella Goldsmiths’ Hall, sede della Gilda, il marchio di garanzia
venne chiamato "hallmark". Fino
al 1378 i test venivano eseguiti solo a Londra nella Goldsmiths’
Hall e l'argenteria doveva esservi portata per essere saggiata e per
ricevete il marchio reale. Ogni anno veniva nominato un supervisore, chiamato in
vari modi master of touch o assay master oppure touch warden. che controllava
gli assaggi. Gli
argentieri erano riluttanti a portare le loro merci fino a Londra per essere
saggiate: nel 300 i trasporti erano lenti, scomodi e pericolosi. Molti artigiani
perciò ignoravano la legge e vendevano i loro manufatti senza marchio,
piuttosto che sopportare disagi e rischi di un lungo viaggio. Inoltre è anche
probabile che nelle province qualche disonesto continuasse a produrre oggetti di
titolo inferiore. Queste defezioni rischiavano di intaccare l’autorità della
Gilda perciò, nel 1363, il diritto di assaggio fu riconosciuto alle principali
città dove veniva nominato un funzionario che rappresentava l’ufficio di
Londra. Anteriormente al 1350 solo pochi fabbricanti punzonavano i loro manufatti con un proprio marchio e fu escogitato un sIstema che permettesse di individuare l’autore in caso di accertata frode nelle percentuali della lega d’argento: venne così introdotto l’oso di un segno di riconoscimento del fabbricante, chiamato maker’s mark che divenne obbligatorio dal 1363. In quei tempi però l’istruzione era privilegio del clero e dei letterati e le iniziali erano segni incomprensibili per i più, perciò vennero adottati semplici simboli tratti dall’insegna o dal nome del fabbricante. A
seguito dell’estensione, nel 1363 del diritto di punzone a molte fra le
maggiori città inglesi, si rese necessaria l’adozione di un sistema che
rendesse il master & touch personalmente responsabile per la
salvaguardia del titolo. Poiché il «mastro» veniva eletto annualmente, dal
1478 a Londra l’argento venne marcato con una lettera dell’alfabeto diversa
per ogni anno. Quando si arrivava alla Z, si ricominciava da capo mutando la
grafia della lettera oppure la forma dell’incuso: le altre città seguirono
ben presto l’esempio londinese. Agli
inizi del secolo XVI, mentre era fermo il principio dello standard
per l’argento lavorato, il conio di stato, che avrebbe dovuto essere in
argento sterling, si era molto svalutato tanto che la Goldsmiths’ Company
impose una propria garanzia di qualità introducendo, nel 1544, il marchio del lion
passant che raffigura un leone a figura intera e di profilo che guarda
sopra la spalla e fa un cenno con la zampa. Questo marchio sostituì ben presto
la testa del leopardo come punzone di garanzia che finì per essere individuato
come il marchio della città di Londra quando gli altri centri adottarono propri
simboli a conferma dell’assaggio. Nel 1560 a York venne adottato un marchio che viene descritto, nell’inglese dell’epoca balie leopard head and halfe flowre-de-luyce (mezzo leopardo e mezzo giglio). Le prime fra le altre città ad adottare un proprio punzone furono Exeter nel 1575 luna X coronata) ed Edimburgo nel 1556 (un castello). In aggiunta a questi, quale ulteriore garanzia di qualità della Corporazione degli Orafi, il leone «passante» venne usato da molte province come ad esempio York, Newcastle, Chester, Exeter e Bristol. |
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IL «MILLING» E IL TITOLO BRITANNIA Fino
al regno di Carlo II le monete d’argento erano fabbricate e coniate a mano, e
all’epoca della Restaurazione era invalsa la pratica della «tosatura»
(clipping) che consisteva nel ritagliare minuti pezzettini d’argento dal bordo
delle monete fino ad ammucchiarne un quantitativo considerevole tale da poter
coniare monete in casa, poiché però questa frode era passibile della pena di
morte la «limatura» veniva venduta ad argentieri compiacenti. Al fine
di evitare questa frode nel 1697 l’autorità sancì l’obbligo della
zigrinatura sul bordo delle monete e ritirò dalla circolazione tutte quelle «tosate».
Al tempo stesso elevò il titolo da 925 (92, 5%) a 958,4 (95.84%) il più
elevato contenuto d’argento possibile prima che il metallo fosse troppo tenero
per essere lavorato. Il nuovo standard venne indicato con due
nuovi punzoni in sostituzione della testa di leopardo e del leone passante: la
testa di leone erased che in araldica significa «strappata dalle
spalle», di profilo e la figura della Britannia. Il nuovo titolo venne chiamato
«argento Britannia». La
maggiore purezza comportava una maggior duttilità e malleabilità permettendo
la realizzazione di nuove forme. lI
nuovo metallo non era più adatto alle leggere decorazioni a sbalzo e a repoussé
tipiche della Restaurazione 1660-88), ma gli oggetti erano sovente fusi in
stampi. con forme più pesanti, a volte assai semplici, per essere poi cesellati
e Incisi: gli argenti domestici erano perciò estremamente lisci oppure molto
lavorati, Questo nuovo stile nella fabbricazione dell’argento era già noto in Francia dove gli argentieri ugonotti utilizzavano argento di qualità superiore. Nel 1685 a seguito della revoca dell’Editto di Nantes i protestanti francesi subirono le persecuzioni religiose e numerosi artigiani ugonotti emigrarono in Gran Bretagna dove si fecero apprezzare per la loro abilità. Il titolo Britannia legale e obbligatorio fino al giugno 1720 quando, su richiesta popolare, vennero reintegrati lo standard sterling e i relativi punzoni. Il
titolo Britannia si era rivelato costoso per fabbricanti e consumatori e
aveva portato al fallimento molti piccoli artigiani validi, destinati così
all’oblio. Tuttavia ha ancora oggi valore legale, come alternativa allo sterling
(anche se poco usato). Verso la metà del ‘600 lo sviluppo dei commerci e l’affermarsi della borghesia con conseguente regresso dell’analfabetismo — lettura e letteratura non erano più privilegio di pochi — portarono all’uso di punzoni con lettere e non più con simboli. Si iniziò con le prime due lettere del cognome dell’autore per passare poi alle iniziali. Nel
1720 era già operante un sistema di punzonatura che offriva grande garanzia
all’acquirente. Una conferma è data dal fatto che oggi noi possiamo
individuare autore, luogo e data di produzione e autorità che ha saggiato un
oggetto. Il sistema inglese era e rimane il più esauriente del mondo. Benché
il sistema di base sia rimasto inalterato oltre 270 anni, altri marchi sono
apparsi e scomparsi. Il 10 dicembre 1784 venne imposta sull’argento una tassa
elevatissima di 6 pence l’oncia. L’introito era percepito dal Commissioner
of Stamps
che corrisponde all’attuale fisco. Introdotto come tributo temporaneo, durò
106 anni e fu abolito nel 1890. Per
documentare la sua riscossione, veniva apposto un marchio con il profilo del
sovrano. Il punzone del primo anno era a intaglio, ma dal 1° gennaio
1785 divenne a «cammeo». Poiché il punzone dell’Assay Master
cambiava ogni anno in maggio, gli argenti punzonati nei primi sei mesi del 1785
possono essere datati con una approssimazione di un massimo di 6 mesi, un grado
di precisione raramente raggiungibile. Questi oggetti sono particolarmente
ambiti da alcuni collezionisti, anche se questi punzoni supplementari non
aggiungono valore al pezzo. Dal
1784 al 1890 sull’argenteria inglese vi erano cinque marchi ) titolo, città,
data, autore, profilo del sovrano). Dal 1891 a oggi sugli argenti sterling
o Britannia vengono apposti quattro punzoni: titolo, città, data, autore. Vi
sono però tre eccezioni: il Jùbilee
per gli argenti controllati nel 1934/5 per commemorare i 25 anni di regno di
Giorgio V e della regina Mary; quello usato nel 1953 per l’incoronazione di
Elisabetta II e il Silver
Jubilee
usato talvolta per oggetti di peso superiore a 15 grammi, nel 1977,
venticinquesimo anniversario dell’ascesa al trono della regina Elisabetta. |
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PUNZONI CONVENZIONALI Dal 10 giugno 1976, a seguito di convenzioni internazionali, alcuni Stati come Austria, Danimarca, Finlandia, Irlanda, Norvegia, Portogallo. Regno Unito, Svezia e Svizzera riconoscono valore legale ad alcuni punzoni di titolo. Fra questi vi è un punzone di «purezza» in cifre arabe finezza che dichiara la percentuale di argento nella lega, un punzone del garante, un marchio di controllo comune e quello dell’ufficio di assaggio. Nella convenzione sono contemplati anche i marchi 800 e 830 usati da molti Paesi europei, ma non aventi valore legale per gli argenti di importazione venduti in Gran Bretagna.
punzone titolo 925 dal 1976. |
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L’ HALLMARKING ACT DEL 1973 Questa
legge ha messo ordine in alcune anomalie che esistevano in Inghilterra nelle
disposizioni sui punzoni, lasciando inalterato il titolo dell’argento. Ogni
oggetto deve essere punzonato col marchio dello sponsor (che ha sostituito il
marchio dell’autore e che serve a individuare la persona responsabile per la
realizzazione del pezzo) e con quelli del titolo, della città e della data. I
punzoni del titolo sono identici per tutti gli uffici preposti al controllo, ad
eccezione dell’argento sterling
per il quale l’autorità di Edimburgo usa il leone rampante invece di quello
passante degli altri uffici inglesi. |
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I principali "Assay Office" Inglesi. Questo punzone divenne simbolo del London Assay Office quando più tardi venne riconosciuto il diritto di marchio anche ad altre città. Dal 1478 al 1821 fu usata la testa di leopardo coronata e fra il 1790 e il 1820 sovente piccoli oggetti erano privi di punzone. Gli argentieri londinesi sono noti per l'alta qualità dei loro manufatti. Potete visionare tutti i punzoni utilizzati dai vari Assay Office Inglesi nella pagina seguente: |
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